Affitto a riscatto: di cosa si tratta e perché è diverso dal mutuo


affitto a riscatto

L’affitto a riscatto è un contratto che a differenza del normale contratto di affitto combina la formula dell’affitto con quella del mutuo. In pratica questa formula contrattuale è finalizzata all’acquisto di un’abitazione, in quanto prevede che le rate dell’affitto già pagate figurino come una sorta di anticipo che è stato versato per l’acquisto della casa. In questo schema quindi la compravendita non avviene con la sottoscrizione di un documento (come accade per un mutuo), ma solo ed esclusivamente una volta che il periodo di locazione è finito e che le rate d’affitto sono state estinte.

L’affitto a riscatto è un’opportunità che torna spesso molto utile a chi intende acquistare un immobile ma non ha le risorse finanziarie, e magari neanche le garanzie, per ottenere un vero e proprio mutuo. Con questo sistema quindi le parti sottoscrivono un classico contratto di locazione e, al termine del contratto stesso, l’inquilino può decidere se attivare o meno l’opzione di riscatto procedendo così con l’acquisto vero e proprio della casa. I canoni già versati al proprietario dell’immobile saranno sottratti dall’importo a fronte del quale viene venduto l’immobile, garantendo all’acquirente un prezzo più basso rispetto a quello di mercato (altro elemento non da poco!).

Un accordo tra proprietario e inquilino fa sì che il contratto di locazione si trasformi in un contratto di affitto con opzione di acquisto. Tale formula contrattuale non è mai stata fortemente disciplinata in Italia, fino a quando però non è stato varato il Decreto Sblocca Italia, che all’articolo 23 sancisce che tali contratti debbano essere iscritti presso i registri immobiliari e la loro trascrizione mantenuta per tutto il periodo di validità del contratto (o comunque sia per un massimo di 10 anni).

Occhio poi a non confondere il contratto di affitto con opzione di acquisto con il rent to buy, in quanto quest’ultimo prevede sin dall’inizio la compravendita dell’immobile (tanto che nel rent to buy si firma un contratto di locazione e contemporaneamente anche un contratto preliminare di compravendita). La differenza sostanziale tra queste due formule contrattuali, quindi, sta nel fatto che nel primo caso l’acquisto dell’immobile diventa un’ipotesi che si concretizza più avanti nel tempo, mentre nella seconda è uno scenario che viene portato alla luce e definito sin dall’inizio.


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