Buoni fruttiferi e obbligazioni: investire con Poste Italiane si può


Gli investimenti postali sono un’ottima alternativa per gli investitori che vogliono proteggere i loro risparmi e ottenere rendimenti certi e convenienti. Siccome al giorno d’oggi muoversi all’interno del settore degli investimenti per trovare il prodotto giusto è particolarmente complicato, quelli postali non comportano molti rischi e sono sicuri, soprattutto perché vengono prevalentemente controllati dallo Stato, anche se gli interessi che maturano non sono certo elevati.

Tra alcuni degli investimenti messi a disposizione da Poste Italiane, particolare menzione meritano i buoni fruttiferi e le obbligazioni postali.

Buoni fruttiferi postali

Indicati con l’acronimo BFP, vengono molto richiesti dai risparmiatori italiani poiché offrono garanzia sicura in quanto gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti dello Stato. L’investitore può richiedere, in qualsiasi momento, l’intero capitale e gli interessi maturati, al netto degli oneri fiscali.

Tra i più comuni, ci sono i Buoni Fruttiferi Postali ordinari, in cui i risparmi vengono investiti a lungo termine. Il rendimento lordo varia in base dalla durata dell’investimento: 0,05% per quelli che scadono dopo un anno e 0,93% per quelli con scadenza ventennale.

Le loro principali caratteristiche sono:

  • Rimborso anticipato del capitale;
  • Rendimento a tasso fisso crescente;
  • Versamento annuale degli interessi;
  • Garanzia firmata Stato Italiano.

Poi ci sono i Buoni Fruttiferi Postali per minori, pensati appositamente per i giovani che non superano i 16 anni e 6 mesi d’età. Grazie ad essi, e con l’aiuto dei familiari, i minori possono mettere da parte una certa somma di denaro.

Il capitale investito può crescere grazie agli interessi maturati nel tempo e a quello maturato sugli interessi rivalutati. Siccome questo prodotto non è influenzato dall’andamento del mercato, l’investimento può tramutarsi in qualcosa di conveniente nel lungo termine.

Entrambe le soluzioni d’investimento convengono perché hanno una tassazione agevolata del 12,50%, sono esenti da imposta di successione, non prevedono spese o commissioni di sottoscrizione, di gestione o rimborso. Rientrano, invece, gli oneri fiscali.

Obbligazioni postali

Con esse, il risparmiatore concede all’emittente (diversa da Poste) un prestito per un certo arco temporale. Terminato tale periodo, l’emittente è tenuto a rimborsare il capitale investito al risparmiatore ed a pagare un rendimento fisso o variabile.

Per investire in obbligazioni postali, bisogna avere i seguenti requisiti:

  • Essere titolari di un conto corrente BancoPosta;
  • Possessori di un libretto di risparmio nominativo;
  • Titolare di un deposito titoli;
  • Aver sottoscritto un contratto per la prestazione di servizi e investimenti.

Le obbligazioni contemplate da Poste Italiane sono due: plain vanilla e strutturate. Le prime sono titoli che vengono emessi dalle banche principali nazionali e internazionali e riconoscono all’acquirente un interesse crescente o fisso, che può essere pagato in forma periodica o in unica soluzione, a cui va aggiunto il rimborso, alla scadenza contrattuale, del capitale fonte d’investimento; le seconde sono solo a tasso fisso e riconoscono periodicamente o in un’unica soluzione un interesse aggiuntivo indicizzato ad un indice di mercato.


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