L’imposta di bollo per i prodotti finanziari


Cambia ancora l’imposta di bollo per i prodotti finanziari. Il tributo perde la quota minima su cui veniva applicato e diventa proporzionale. Che significa? In pratica a beneficiarne saranno i piccoli importi che si vedranno addebitare una quota inferiore a quella che prima era il contributo minimo.

Facciamo un esempio: per un investimento di 10.000 euro l’imposta avrebbe gravato per circa uno 0,35%, esattamente 34,20 euro, con l’introduzione delle nuove normative rimane allo 0,20% come quella per importi superiori alla soglia minima di 22.800 euro.

In questo modo sarà più agevole effettuare investimenti diversificati soprattutto di piccoli importi. Immaginiamo di avere 25.000 euro in portafoglio e voler fare un piccolo «giardinetto» così composto: 10.000 + 10.000 + 5.000; con la vecchia normativa si sarebbero dovuti pagare 3 minimali di 34,20 euro per una spesa di  102, 60 euro all’anno. Con l’introduzione della proporzionalità allo 0,20% la cifra da pagare si abbassa a 40 euro tondi in quanto non è stata eliminata la cifra minima su cui applicare l’imposta ossia 5.000 euro (questo in caso di investimenti postali).

Con le nuove normative cambiano anche le regole non scritte per investire. Che significa? Che sarà più conveniente fare 8 investimenti da 5.000 euro su prodotti postali piuttosto che 1 da 40.000 con prodotti finanziari, definiamoli, classici o bancari. Si possono utilizzare a questo punto differenti strategie, ad esempio fare più investimenti da 5.000 a 10.000 euro in prodotti postali e uno da 20.000 su qualcosa di più impegnativo come un fondo venduto da una banca. In questo modo il costo complessivo dell’imposta di bollo su prodotti finanziari risulterà in totale più basso che non se calcolata su di un investimento unico dello stesso importo.

Si potranno avere quanti conti titoli si vogliono in quanto, scomparendo il bollo minimo, tale operazione la si potrà fare a costo zero. Ovviamente l’imposta di bollo colpirà l’intero patrimonio investito a prescindere dai conti aperti, ma sarà certamente più economico che con le vecchie regole.

Un consiglio: negoziare sempre l’imposta di bollo, soprattutto in periodi come questo in cui gli investimenti sono ai minimi storici. In molti casi le banche, pur di ottenere new entry di clientela fresca o trattenere la vecchia si accollano tale imposta. In caso di reticenza dell’istituto bancario di accollarsi l’intera cifra si potrà sempre cercare di arrivare, e non sarebbe male, ad un classico fifty-fifty.


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