Regime dichiarativo o amministrativo nella tassazione del capital gain


bolla speculativa

Prima di capire come funziona la tassazione sul guadagno in conto capitale (capital gain o plusvalenza) e come ottimizzare fiscalmente i profitti, bisogna conoscere le regole del regime dichiarativo e amministrativo a cui assoggettare il guadagno in conto capitale.

Come scegliere tra i due regimi e quali fattori bisogna considerare per ottenere il miglior risultato sulla tassazione?

Cos’è il regime dichiarativo?

E’ il regime fiscale di tassazione del capital gain. Il contribuente:

  • Attraverso il metodo LIFO (Last In First Out = ultimo ad entrare, primo ad uscire), calcola da solo il rendimento dei proprio rendimenti di portafoglio.
  • Decide di incassare il rendimento totale al lordo delle imposte;
  • Alla scadenza della dichiarazione dei redditi, calcola e versa autonomamente le imposte.

Vantaggi e svantaggi del regime dichiarativo

Il fattore tempo è il vantaggio principale. Perché? Un investitore, che a gennaio 2018 ha ottenuto un guadagno in conto capitale su un titolo acquistato a novembre 2017, pagherà le imposte tra giugno e novembre 2019. Grazie a questo, l’investitore può intanto investire il capital gain per incrementare i propri rendimenti.

Lo svantaggio del regime dichiarativo è la sua complessità gestionale. Obblighi sostanziali e formali sono qui presenti e l’investitore è tenuto ad osservarli. Più operazioni vengono effettuate e più tali oneri aumentano.

Utilizzare quindi questo tipo di tassazione richiede una certa conoscenza da parte del trader della normativa fiscale, oppure affidarsi ad un commercialista abbastanza competente.

Cos’è il regime amministrato?

Se mancano le competenze necessarie sulla normativa fiscale, la tassazione del capital gain col regime amministrativo è la strada da percorrere. Esso riguardo esclusivamente plusvalenze che derivano dalla cessione di partecipazioni non qualificate e plusvalenze che derivano dalla cessione di titoli finanziari.

In questo regime, la tassazione è a carico dell’intermediario, mentre il trader può adottare il “risparmio amministrativo” all’atto dell’acquisto di un titolo. Siccome la tassazione viene fatta utilizzando il sistema della ritenuta d’acconto a titolo definitivo, e di conseguenza l’intermediario è a tutti gli effetti sostituto d’imposta, ciò che l’investitore incasserà è un guadagno in conto capitale al netto della ritenuta d’acconto.

Vantaggi e svantaggi

Indubbiamente, la facilità di questo regime amministrativo è il vantaggio principale. Infatti, con esso il guadagno in conto capitale è calcolato, dichiarato e pagato con la ritenuta alla fonte a titolo definitivo dall’intermediario finanziario.

A differenza del regime fiscale, qui il fattore tempo è uno svantaggio non di poco conto. Se nel precedente, l’investitore poteva disporre del proprio rendimento più a lungo, in questo caso la tassazione è immediata e per ogni operazione finanziaria.

La tassazione sulle plusvalenze avviene utilizzando il metodo del costo medio ponderato.


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