Si dovrebbe investire in obbligazioni estere?


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Il rapporto esistente tra gli italiani che investono in obbligazioni statali e quelli in obbligazioni straniere è 30 a 1. Data la dimensione gigantesca del mercato obbligazionario estero, un investitore potrebbe scoprire che è un abbastanza sorprendente, specialmente perché a volte le obbligazioni straniere fanno investimenti molto sensati.

Anche se una volta era difficile investire in questo campo, oggi è molto facile, soprattutto dall’avvento dei fondi negoziati in borsa, con dozzine di fondi obbligazionari esteri che si sono materializzati solo negli ultimi due anni. Quando la maggior parte degli investitori professionisti guarda al mondo del reddito fisso globale, vede due grandi categorie di obbligazioni: obbligazioni dei paesi sviluppati e obbligazioni dei mercati emergenti.

Proprio come il governo e le società italiane emettono obbligazioni, stessa cosa fanno i governi e le società di USA, Canada, Inghilterra, Francia, Germania, Svezia, Giappone, Svizzera e molti altri Paesi, grandi e piccoli, caldi e freddi, ricchi e meno. È vero, può essere difficile trovare qualcosa di appetibile in alcune di queste terre lontane, ma ciò non significa che le loro offerte a reddito fisso siano tutte da buttare via.

Le obbligazioni estere, proprio come quelle locali, hanno diverse scadenze, livelli di rischio e caratteristiche peculiari. Alcuni sono richiamabili, altri no. Alcuni sono adeguati all’inflazione, altri no. Alcuni sono a tasso fisso, altri hanno tassi variabili. Alcuni, come le obbligazioni statunitensi, tendono a pagare interessi semestralmente. Altri (la maggior parte delle obbligazioni europee) pagano interessi annualmente. E’ inutile dire che non tutte le obbligazioni estere producono lo stesso rendimento.

Si dovrebbe investire in obbligazioni estere?

Se investire in obbligazioni locali è complicato, lo è di più in obbligazioni estere. Per attingere al mercato straniero del reddito fisso, è meglio guardare agli investimenti attraverso un fondo comune di investimento o un fondo negoziato in borsa. La maggior parte dei fondi di obbligazioni estere sono più costosi di quelli italiani.

Non un singolo fondo di obbligazioni estere è così economico, e solo una manciata ha spese di gestione inferiori allo 0,60%. In questo ambiente a basso tasso di interesse, quel tipo di differenza di costo è importante, parecchio.

Il potere diversificante delle obbligazioni estere vale quella spesa aggiuntiva? Altrettanto importante, la volatilità aggiunta dovuta al flusso di valuta che accompagna la maggior parte degli investimenti a reddito fisso stranieri vale la pena? La risposta è: dipende.

Se si ha ancora intenzione di lavorare ogni mattina, e si possiede già una buona percentuale di portafoglio in investimenti basati su valuta estera, come fondi comuni di investimento o fondi negoziati in borsa, non serviranno a così tanto scopo.

Se, tuttavia, si possiede un portafoglio di obbligazioni di grandi dimensioni (diciamo 200.000 euro o più), e soprattutto se si sta vivendo con quelle obbligazioni, allora mettere un certo importo del portafoglio obbligazionario in obbligazioni estere potrebbe avere molto senso. L’effetto di diversificazione potrebbe aiutare ad appianare i rendimenti del portafoglio totale e forse a migliorare le prestazioni.

Questi fondi coperti (da non confondere con gli hedge fund) sono meno volatili rispetto ai fondi valutari non coperti, ma si perde molto potere di diversificazione.


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