CIR (Conti Individuali di Risparmio): cosa sono e come funzionano


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Introdotti dalla manovra finanziaria 2019, i CIR (Conto Individuale di Risparmio) sono un nuovo strumento di investimento in titoli di Stato rivolto ai piccoli risparmiatori. Per semplificare il concetto, si può dire che è un conto dove confluiscono Btp e altre obbligazioni. Una persona fisica che ha la residenza sul suolo italiano può sottoscrivere un CIR presso un istituto bancario o tramite degli intermediari. Ad essere esclusi dalla sottoscrizione sono le aziende e le persone giuridiche.

La loro introduzione è finalizzata ad incentivare l’investimento da parte degli italiani sui più importanti titoli di Stato, atto a rilanciare il settore delle infrastrutture.

Come funzionano?

Coi CIR i risparmiatori italiani possono investire in titoli di Stato che sono stati emessi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze da Gennaio 2019. La quota massima di sottoscrizione è di 3.000 euro e le obbligazioni acquistate devono essere mantenute fino alla scadenza. Inoltre, non è possibile utilizzarle come garanzia in altre operazioni.

Per attirare maggiori investitori, sono stai messi in atto alcuni vantaggi fiscali, di cui il maggiore è l’esenzione dall’imposta sui rendimenti: plusvalenze e interessi cedolari non verranno tassati. In più, è prevista la detrazione Irpef del 23% sulle somme oggetto d’investimento. Nel caso in cui vengano investiti tutti i 3.000 euro previsti, la deduzione sarà di 690 euro sul reddito imponibile.

Le novità non sono solo queste. Ad essere calmierati sono i costi di amministrazioni, di consulenza e gestione da parte di istituti di credito ed intermediari. Il tetto massimo dei costi sostenuti sul valore dell’investimento non supera lo 0,15%.

Un ulteriore vantaggio deriva dal vincolo di 18 mesi, il quale concede all’investitore la possibilità di escludere i CIR dalle imposte di successione e donazione. Inoltre, gli stessi non possono essere pignorati o sequestrati.

Obiettivi dei CIR

I vantaggi sopra esposti rendono l’acquisto dei bond tramite i CIR estremamente conveniente. Se i piccoli risparmiatori risponderanno sempre più positivamente, l’indebitamento dell’Italia e lo spread ricaverebbero indubbi benefici. Oltre a questo, le infrastrutture del Paese potrebbero andare incontro ad una modernizzazione da troppo tempo attesa, grazie ai soldi raccolti con i CIR. Ponte, scuole, strade, linee ferroviarie: tutti a beneficiarne.

Differenza tra PIR e CIR

Nel 2017, Il governo Gentiloni introdusse i PIR (Piani Individuali di Risparmio), molto simili ai CIR dal punto di vista etimologico. Non solo. Ad accumunarli è la stessa finalità: utilizzare gli investimenti dei piccoli risparmiatori per finanziarie varie attività strategiche per il Paese, attirandoli grazie agli sgravi fiscali. La differenza sono i prodotti a cui sono legati. Mentre i PIR comprendono strumenti finanziari quali azioni e bond corporate a sostegno di piccole e medie imprese italiane, i CIR solamente titoli di Stato italiani.


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